domenica 25 maggio 2008

Cartoni animati "educativi", un esempio con Dragon ball





Ma certo, educhiamoli fin da piccoli a 'far carriera' o semplicemente ad ottenere delle cose, mostrando parti intime.

Incitamento alla pedofilia?

E magari i genitori sono tranquilli perché il loro figlio guarda programmi per bambini.

Già tempo fa ci fu uno scandalo per il cartone di Bianca e Bernie della Disney


Ecco la foto in cui, nemmeno in modo così subliminale, veniva 'inculcata' nelle menti di bambini e adulti (i cartoni della Disney sono visti anche dagli adulti) un' idea della sessualità con cui fortunatamente non tutti siamo d'accordo.

In un film per bambini....

Non so, ma l'idea del messaggio 'pedofilo' non mi si scolla dalla testa!

Un bambino a cui viene trasmessa l'idea che mostrare parti intime sia normale, può più facilmente cadere vittima di pedofilia.

Genitori, state attenti! In questi casi è meglio sospettare di tutti, anche sbagliando, piuttosto che essere superficiali.

10 commenti:

nonnatuttua ha detto...

Hai ragione, ci vuole poco a creare mentalità nelle menti acerbe dei bimbi... Ma non ci sono controlli sui cartoni animati? Questo è pazzesco!!!!
Approfitto di questo spazio per ringraziarti della tua visita: metto il tuo link sul mio blog.
A presto

Paola ha detto...

Hai detto bene: pazzesco!

Paola ha detto...

Anche io ho messo il tuo link :)

amanda g. ha detto...

Il fatto è che i cartoni giapponesi non sono per bambini. Sono concepiti per un pubblico adulto. Starebbe a chi li compra, visto che da noi l'audience è minorenne, operare i giusti tagli. Evidentemente non lo hanno fatto.

Paola ha detto...

La cultura giapponese è completamente diversa dalla nostra.
E come ogni cosa importata è poco adattabile alla nostra società.
In Giappone sia i fumetti che i cartoni animati sono differenziati per età. Comunque rimane una cultura dove un certo modo di concepire la sessualità è presente sempre, si 'annusa nell'aria', e i bambini giapponesi non ne sono esenti.
Non voglio criticare una società che conosco poco, ma di sicuro potevano monitorare meglio questo cartone animato prima di mandarlo in onda. Questa superficialità è scandalosa.

Anonimo ha detto...

Accidenti, non pensavo che potessero arrivare a creare scene così esplicite. Mi cade la mascella, anche se nella cultura giapponese il cartone sexy c'è sempre stato (basta pensare a Lamù, oggetto del desiderio di tanti miei compagni di scuola dell'epoca).
Poveri bambini :-(

Ciao, baciuck

Paola ha detto...

Lamù...me lo ricordo! Molto più esplicito di Georgie e i suoi due fratellastri; ma Lamù era di certo più esplicito. Ma più esplicito di Dragon ball ancora non mi era mai capitato!!!

DUBBAFETTA ha detto...

non ci si puo' chiudere dietro i muri, siamo coperti da immagini subliminali, bombardamenti di tutti i tipi, pubblicità che entrano nella testa, io non credo nell'emulazione di un cartone animato, mi preoccuperei di piu' se mio figlio ascoltasse per esempio la musica di quelli che mentre cantano si tagliano le vene, che non di un cartone che fa vedere delle chiappe che tuo o mio o suo figlio possono vedee girando per la città su campagne pubblicitarie appesa sulle pareti di un autobus

Paola ha detto...

Purtroppo "tutto fa brodo", e in questo caso non certo buono.
E' vero, non bisogna chiudersi dentro una 'boccia di vetro', ma nessuno lo sta facendo sottolineando le cose che non vanno, come quello che dici anche tu "video dove mentre ascoltano la musica si tagliano" (del resto l'autolesionismo è una realtà ed è anche in aumento tra i giovani.
Credo però, per quanto riguarda la sessualità, che una cosa per un bambino è vedere un cartellone di una donna seminuda e un'altra è vedere che (sottolineo) facendo vedere parti intime, si ottendono delle cose.
E questo non significa "chiudersi dietro i muri", ma cercare di dire la propria su qualcosa che non ci piace. Avremmo anche il diritto di voler scegliere come educare un figlio e di dire ciò che non va bene per la sua crescita psicologica?

Anonimo ha detto...

L'emulazione di ciò che si vede in tv, purtroppo è una realtà.
Ma non è in sè l'emulazione il problema, ma il fatto che questi comportamenti chiamiamoli devinati entrino nella testa dei bambini e diventino in qualche modo parte di loro, parte di un conosciuto, parte di un qualcosa per cui non ci si deve e non ci si può scandalizzare.
Sandra, una mamma preoccupata.

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